Impianto in comodato d'uso, installato e sanificato da noi, con l'assistenza quando si ferma. E i fusti di una selezione costruita al banco, non a catalogo.
L'impianto alla spina lo diamo in comodato d'uso. Lo installiamo noi, lo sanifichiamo noi, e quando si ferma veniamo noi. Tu paghi la birra, non il ferro.
È il primo criterio che un locale dovrebbe chiedere a un fornitore, e quasi nessuno lo scrive da nessuna parte. Noi lo scriviamo qui, così non c'è da chiedere.
Una spina ferma il venerdì sera non e' un guasto. E' il weekend che salta.
L'impianto resta nostro e sta nel tuo locale. Niente investimento iniziale sulla spina: quello che spendi lo spendi in birra, che è la parte che ti rende.
Lo montiamo noi e lo laviamo noi, con la periodicità che serve. Una spina sporca rovina anche la birra migliore, e il cliente non dice che è sporca: dice che non gli è piaciuta.
Se si ferma, si chiama e si interviene. Nessun numero verde e nessun ticket: l'agente di zona lo conosci, e il magazzino è a Lentini, non in continente.
Oltre cinquecento referenze craft più le commerciali. Si sceglie insieme cosa mettere in spina e in che formato, in base a quanto gira davvero.
Passiamo dal locale, guardiamo lo spazio, l'attacco, la cella e quanto puoi far girare. Da lì esce quante vie ha senso montare e con quali birre partire.
Serviamo con mezzi nostri tutta la provincia di Siracusa e la provincia di Catania. La proposta te la lasciamo scritta, e non ha un tempo a contatore.
No. L'impianto lo diamo in comodato d'uso: resta nostro, tu paghi la birra. Chi apre un locale ha già abbastanza spese senza doversi comprare anche la spina.
Ce ne occupiamo noi: installazione, sanificazione e intervento quando si ferma. La spina è il banco, e un banco fermo non è un problema tecnico, è un sabato sera perso.
Dipende da quanto vendi e da che tipo di locale è. Si decide guardando il banco, non a listino: meglio quattro vie che girano che otto vie con metà birra ferma nel fusto.
In catalogo ci sono oltre cinquecento referenze craft fra birrifici siciliani, italiani e import, più le birre commerciali. La carta si costruisce come un percorso, non come un elenco: una che apre, una di mezzo, una che chiude.
Tre o quattro etichette fisse e le altre che ruotano per stagione. Il cliente fedele ritrova quello che si aspetta, quello nuovo trova un motivo per tornare. Cambiare tutto ogni mese non è una carta, è un festival.
I formati standard del mercato, scelti per referenza: la regola è che il fusto finisca prima che la birra perda, quindi si sceglie il formato in base a quanto quella spina gira davvero nel tuo locale.
Veniamo a vedere il banco e ti diciamo quante vie hanno senso, con quali birre partire e cosa serve davvero. Proposta scritta, senza obbligo.